27 ottobre 2026
Panathlon Club Ravenna

Ravenna, quando lo sport diventa cultura: l'orienteering che unisce giovani, scuola e territorio

DA RAVENNA:

Ci sono manifestazioni sportive che lasciano qualcosa di  profondo: la scoperta di una città, il piacere di imparare insieme, il valore dell'incontro tra sport, cultura e cittadinanza attiva.

È questo lo spirito che ha animato la XVIII edizione dell'Orienteering Culturale Città di Ravenna, una straordinaria esperienza educativa che ha coinvolto quasi seicento studenti provenienti da tutte le province dell'Emilia-Romagna. Per un giorno il centro storico ravennate è diventato una grande aula all'aperto, dove mappe, bussole, monumenti e curiosità storiche si sono trasformati in strumenti di apprendimento e crescita.

Le strade che conducono ai mosaici patrimonio dell'umanità, ai luoghi danteschi e alle testimonianze millenarie della storia di Ravenna sono diventate tappe di un percorso che ha saputo mettere insieme movimento, conoscenza e collaborazione. I ragazzi non si sono limitati a visitare la città: l'hanno vissuta, interpretata, esplorata con lo sguardo attento dell'orientista e la curiosità dello studente.

In questo risiede la forza educativa dell'orienteering. Non utilizzare semplicemente il territorio come teatro di una competizione, ma trasformarlo in un libro aperto da leggere camminando, correndo, osservando e ragionando. Ogni controllo diventa una domanda, ogni monumento una scoperta, ogni percorso un viaggio.

 

Dietro il successo dell'iniziativa vi è la lungimiranza del Panathlon Club Ravenna, guidato dal presidente Davide Rossi, che da diciotto anni sostiene e promuove questa esperienza, divenuta ormai un punto di riferimento nazionale.

Fondamentale è stato  il ruolo svolto dall'ASD Carchidio Strocchi di Faenza, una delle realtà storiche dell'orienteering italiano, che ha curato l'organizzazione tecnica dell'evento grazie all'impegno di Massimo Rontini, Mattia Rontini e Vittorio Ercolani, affiancati dai numerosi volontari dell'associazione culturale e sportiva "Gli Scariolanti". Un lavoro discreto ma prezioso che ha garantito sicurezza, qualità tecnica e accoglienza ai partecipanti.

Alla manifestazione hanno partecipato numerose autorità civili, scolastiche e sportive. Tra queste il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, la presidente della Provincia Valentina Palli, i rappresentanti dell'Ufficio Scolastico e il Governatore dell'Area 5 Panathlon International Stefano Ripanti, la cui presenza testimonia l'attenzione del Movimento panathletico verso tutte quelle iniziative capaci di promuovere educazione, inclusione, fair play e partecipazione giovanile.

Particolarmente significativa è stata la presenza della consigliera federale FISO Katiuscia Sibiglia, da tempo impegnata nella valorizzazione delle progettualità rivolte ai giovani e nello sviluppo di nuove forme di collaborazione tra mondo scolastico, sportivo e culturale. La sua partecipazione ha rappresentato un segnale concreto dell'interesse della Federazione Italiana Sport Orientamento verso un modello che può essere esportato e replicato in molte altre realtà italiane.

E proprio qui emerge il valore più autentico dell'iniziativa: la perfetta sintonia con l'ideale panathletico.

Il Panathlon, infatti, non promuove soltanto la pratica sportiva. Promuove una visione dello sport come strumento di crescita della persona, di dialogo tra generazioni, di educazione al rispetto e alla cittadinanza. A Ravenna questi principi hanno trovato una concreta realizzazione. Centinaia di ragazzi hanno gareggiato senza esasperazioni, collaborato all'interno delle squadre, scoperto la bellezza del patrimonio artistico e compreso come la cultura possa essere vissuta in modo coinvolgente e dinamico.

In un tempo in cui i giovani trascorrono sempre più ore davanti a uno schermo, vedere quasi seicento studenti muoversi tra piazze, basiliche e monumenti con una carta in mano rappresenta un messaggio potente. È la dimostrazione che lo sport può ancora essere un ponte tra scuola e territorio, tra conoscenza e divertimento, tra tradizione e innovazione.

Da Ravenna arriva dunque una lezione importante: l'orienteering non è soltanto una disciplina sportiva. È un modo intelligente di conoscere il mondo. È educazione alla scelta, all'autonomia, alla curiosità. Ed è anche uno straordinario strumento per costruire comunità.

Se il futuro dello sport giovanile passa attraverso progetti capaci di unire valori, cultura e partecipazione, l'Orienteering Culturale di Ravenna ha già indicato la direzione da seguire.


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